Quanto dura l’incubazione del coronavirus

Uno studio della Johns Hopkins Bloomberg School of Public Health confermerebbe che 5,1 giorni è il periodo di incubazione medio per Covid-19, la malattia causata dal nuovo coronavirus.

Comprendere il periodo di incubazione di una malattia è la chiave per controllarne la diffusione. 

Il periodo di incubazione è il tempo che intercorre tra l’esposizione iniziale a un organismo patogeno e la comparsa di sintomi in un ospite. I periodi di incubazione possono variare notevolmente a seconda della malattia. L’influenza, ad esempio, ha un periodo di incubazione compreso tra uno e tre giorni, mentre il morbillo viene incubato tra nove e dodici giorni prima che compaiano i sintomi.

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L‘ultimo studio ha esaminato 181 casi confermati di Covid-19 e ha concluso che il periodo mediano di incubazione della malattia era di 5,1 giorni. Lo studio ha anche concluso che il 97,5 percento delle persone infette dal virus svilupperà sintomi entro 11,5 giorni.

È importante ricordare che questo studio non significa che qualcuno sia immediatamente libero dopo cinque giorni, ma conferma l’attuale periodo di quarantena di due settimane come periodo di tempo ottimale per l’auto-isolamento dopo una sospetta esposizione.

Justin Lessler, autore senior del nuovo studio spiega che: “Sulla base della nostra analisi dei dati disponibili pubblicamente, l’attuale raccomandazione di 14 giorni per il monitoraggio attivo o la quarantena è ragionevole”

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Come afferma Lessler, la ricerca conferma che solo una minoranza molto piccola di casi avrà un  periodo di incubazione più lungo di 14 giorni.

Lo studio stima per ogni 10.000 soggetti infetti, circa 101 svilupperebbero sintomi dopo 14 giorni. In alcuni casi ad alto rischio, si suggerisce che il monitoraggio attivo si protragga oltre 14 giorni, come gli operatori sanitari esplicitamente esposti al virus senza indossare dispositivi di protezione.

Jonathan Ball, professore di virologia molecolare dell’Università di Nottingham,  sottolinea che gli studi di incubazione sono complicati in quanto è difficile individuare esattamente quando una persona è stata esposta per la prima volta all’agente infettivo.

Quindi queste stime spesso fanno ipotesi prudenti riguardo al momento in cui una persona è inizialmente esposta.

Il coronavirus, recentemente chiamato SARS-CoV-2, condivide un periodo di incubazione mediano con SARS, il coronavirus responsabile della epidemia del 2002-2004 in Cina. Mentre il comune raffreddore è spesso causato anche da tipi di coronavirus ma il suo periodo di incubazione è tra uno e tre giorni.

È importante notare che il periodo di incubazione di una malattia è diverso dal periodo in cui una persona può essere contagiosa. 

Il tempo dall’esposizione iniziale all’infettività viene spesso definito periodo latente di una malattia e questo può essere più breve del periodo di incubazione.

Mentre lo stadio sintomatico di una malattia è spesso visto come lo stadio più trasmissibile, ad esempio quando si tossisce, non è chiaro esattamente quando una persona con Covid-19 diventa contagiosa.

Esistono prove citate nel nuovo studio che suggeriscono che il periodo di latenza della malattia è più breve del suo periodo di incubazione, ma non si sa esattamente quanto contagiosa sia una persona infetta durante la fase di incubazione asintomatica.

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“Allo stato attuale, ci sono poche prove che suggeriscono che un periodo di quarantena o autoisolamento di 14 giorni non sia adatto”, osserva Ball, convalidando le strategie attuali che raccomandano l’isolamento di due settimane per casi sospetti. “Inoltre, c’è poca o nessuna prova che le persone possano regolarmente trasmettere virus durante il periodo asintomatico.”

La ricerca è stata pubblicata il 10 mar 2020 Annals of Internal Medicine

Risorsa: Johns Hopkins Bloomberg School of Public Health

Autore  Rich Haridy (AU)